Allenamento triathlon Test di Massima Potenza (MP)

Allenamento triathlon Test di Massima Potenza (MP)


Digita i dati di potenza

Data Durata min sec Dislivello m Distanza (senza separatori decimali) m Peso della bici completa (di tutto: borracce, strumenti, etc) kg Tuo peso da vestito (completo: casco, guanti, occhiali, etc) kg Commenti

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Il test di Massima Potenza (MP) serve a stabile il tuo rendimento nel corso di uno sforzo di 20 secondi, 1, 2, 4, 8, 16 e 32 minuti (MP 0,3 fino a MP 32)per tracciare un grafico con la tua evoluzione personale. Svolgi il test dopo un buon riposo ed un periodo di recupero.

Quando effettuare il test MP? Quando sarà il momento più appropriato, 2PEAK programmerà il test e lo inserirà nel tuo piano. In funzione dei tuoi obiettivi definiremo il tipo di test più adeguato. Per definire le zone da allenare si può eseguire un test di minimo 4 minuti(ancor meglio 8 minuti). In generale: i test di breve durata sono realizzati per mettere in evidenza le capacità anaerobiche (sprint, criterium) di un atleta, mentre quelli lunghi analizzano le qualità di scalatore o passista.

Il test MP dovrà essere realizzato su una salita con un'elevazione media del 7% o più, per determinare correttamente la tua potenza in base alla velocità in salita. Avrai bisogno di un altimetro preciso e di un contachilometri per misurare la distanza. Scegli una lunghezza che corrisponda ai tempi indicati di seguito. 2PEAK modificherà matematicamente le eventuali variazioni. Indica quali sono i punti di partenza e d'arrivo del test. Per determinare la tua capacità aerobica la durata dovrebbe essere di almeno 4 min, ancora meglio 8 min. Perchè la durata sia di almeno 4 min. il dislivello ottimale dovrebbe essere da 70 a 140 m (secondo la tua forma fisica).

Riscaldati per 20 minuti raggiungendo progressivamente la zona di resistenza alta. Test: dopo il riscaldamento parti lanciato. Pedala a buona andatura, nel modo più regolare e più veloce possibile. Per assicurarti di terminare bene il test, dosa le energie! Annota il tempo impiegato non appena superi la linea d'arrivo. Se il test è di breve durata chiedi l'assistenza di un amico per queste operazioni.

Grazie alla differenza di altitudine registrata tra l'inizio e la fine del test, al tuo peso totale (bici completa, abiti, casco, etc), il tempo e la distanza percorsi, sarà possibile calcolare con precisione il tuo rendimento ovvero la tua erogazione di potenza. La precisione aumenta con i gradi di salita o, in altre parole, più la velocità è bassa, minore è la resistenza al vento che diventa quindi, un parametro ininfluente.



 

Allenamento triathlon Filosofia

Allenamento triathlon Filosofia


Introduzione

La periodizzazione dell'allenamento

Il programma si basa sul noto principio dell'allenamento a fasi alterne, altrimenti detto "Periodizzazione", sviluppato in medicina sportiva. Specifiche forme di carico (sforzo) si alternano a momenti di riposo, in sequenza continua. Per gli agonisti e gli atleti professionisti il ritmo più appropriato è stato determinato in 3 a 1, ovvero 3 giorni di carico d'allenamento e 1 giorno di riposo. La resistenza generalmente aumenta con due sessioni di allenamento, mentre l'intensità decresce. La durata di questo trattamento è di circa 2 settimane. Due sessioni di allenamento formano un Micro Ciclo.

Dopo una serie di Micro Cicli si ottiene un Macro Ciclo. Il macro ciclo dura per circa 3, 4 settimane e viene definito "Periodo". La stagione di allenamento consiste dunque, in un periodo di preparazione (o base) e in un periodo di massimo rendimento (competizione o picco). Tra i due periodi c'è un periodo di transizione ed uno di defaticamento.

Il programma di allenamento 2PEAK, basato sulla "Periodizzazione", si divide in 3 fasi base: Recupero, Resistenza, Intensità (o massimo carico). La tua periodizzazione viene calcolata considerando le gare più importanti alle quali intendi partecipare ed il tempo che potrai dedicare all'allenamento. L'uso del tempo sarà determinato dalla sequenza delle fasi appena descritte. Nella fattispecie, i cicli di Resistenza, quelli più intensi, e dunque il tempo da dedicare loro, verranno pianificati in modo da utilizzare una serie di giorni liberi che avrai predeterminato. L'approccio 2PEAK è quello di tenere sempre in considerazione tutte le possibili opzioni e determinare man mano, il percorso ottimale da seguire per raggiungere l'obiettivo. Dedicare una serie di consistenti giornate di esercizio al tuo allenamento, potrà decisamente influenzare il tuo piano.

La filosofia d'allenamento 2PEAK

La forza è nel riposo - L'Allenamento triathlon DINAMICO

L’allenamento stanca il fisico. Ed è solo nella pausa tra due sessioni che il nostro corpo mette correttamente a frutto i nostri sforzi. Allenarsi troppo o troppo intensamente non serve a migliorare la nostra forma. Anzi, è deleterio. E’ anche vero però, che se non si forniscono sufficienti stimoli al nostro corpo i miglioramenti non saranno mai apprezzabili. Tuttavia è solo la giusta proporzione di stimoli e di pause che porterà alla forma perfetta. Questo processo è generalmente chiamato Super-Compensazione.

Il programma 2PEAK messo a punto da Georg Ladig, parte dal principio della super-compensazione e va oltre. L’allenamento DINAMICO distingue innanzitutto i vari stati di fatica (muscolare, cardio-polmonare, nervosa, etc.) e prevede poi una fase di riposo differenziata, a seconda della situazione. Si riprenderà a sollecitare il corpo solo quando questo sarà pronto a sostenere il nuovo sforzo. Ma, quando lo sarà? Per rispondere a questa domanda 2PEAK utilizza un sofisticato modello che chiameremo “Predatore e preda”, un’evoluzione del modello super-compensazione. Il modello “Predatore e preda” descrive alla perfezione la correlazione tra fase di stimolo e fase di recupero:

LE PAUSE SONO FONDAMENTALI SESSIONI DI ALLENAMENTO!

Predatore è l’allenamento intenso, che riduce a poco a poco le nostre capacità di recupero. Come un animale affamato, si ciba delle nostre forze impedendoci di continuare sugli stessi ritmi e con la stessa intensità. Se non gli si da più da mangiare il predatore si indebolisce e solo quando il nostro corpo avrà ripreso forza, cioè avrà sviluppato la sua capacità rigenerativa, allora nuove prede saranno a sua disposizione e gli consentiranno il passo di forma successivo. Attenzione: più lo stimolo al quale abbiamo sottoposto il nostro corpo è stato importante tanto più importante sarà la fase di recupero. Questo vale sia per cicli di allenamento brevi (microcicli = 1 settimana) sia per cicli lunghi (macrocicli =3-5 settimane). Per questa ragione le sessioni di allenamento del programma 2PEAK sono divise in blocchi e non sono distribuite equamente nel tempo. Graficamente il sistema di Georg Ladig potrebbe essere rappresentato con una sinusoide che attraverso cicli di recupero e fatica (alti e bassi, ovvero "picchi") porta, passo dopo passo, al raggiungimento della miglior forma fisica. Si procede così, tra recuperi e stimoli, fino a quando la linea tocca il picco che idealmente coincide con la gara più importante della stagione. Lo stato di forma può essere mantenuto da pochi giorni a 3 settimane. Questo processo è chiamato “Periodizzazione”. Una preparazione che porti a raggiungere l'apice della forma per due importanti periodi di gara, è chiamata “Periodizzazione a doppio picco”.

LA CONOSCENZA E’ POTERE.

Per arrivare al piano di allenamento perfetto è necessario che l’atleta produca un feedback continuo di informazioni. Esse consentiranno al programma 2PEAK correzioni di rotta opportune, fino alla definizione del piano ideale. Con 2PEAK l’allenamento non viaggia su un binario unico, ma si adegua DINAMICAMENTE all’atleta. Per questo il nostro programma è superiore a qualsiasi altro piano di allenamento statico, indipendentemente dal fatto che questo provenga da un personal trainer o da un libro. Con 2PEAK l’allenamento è più efficiente e flessibile. Ad OGNI registrazione sul diario di allenamento, 2PEAK compara il presente con quanto precedentemente programmato e provvede ad effettuare, se necessario, le opportune modifiche al piano. Così, qualsiasi cambiamento, inconveniente o intervento esterno che pregiudichi il raggiungimento del nostro risultato, potrà essere facilmente gestito: che si tratti di una malattia, un improvviso cambio di piani o di tempi.

Se necessario, alcuni aspetti del programma 2PEAK potranno essere sottoposti all’attenzione di un allenatore professionista esperto che sarà in grado di effettuare quelle regolazioni di fino, utili per portare l’atleta a sorpassare i suoi limiti.

La formula dell’allenamento DINAMICO deriva da 12 anni di approfondite ricerche. 8 anni di studi sui piani di allenamento, effettuati e poi pubblicati dalla rivista tedesca Tour, e l’esperienza di migliaia di utenti online sono l'ulteriore conferma di questo straordinario concetto. Se vuoi saperne di più su Georg Ladig, il creatore di questo modello di allenamento, clicca qui

Pretendi di più da te stesso, ma lascia che sia 2PEAK a tirarti fuori il meglio. Per consentirti di dare il meglio.

2PEAK – High Tech triathlon Training

Allenamento triathlon triathlon Training zones calculator

Allenamento triathlon triathlon Training zones calculator


Ciclismo

Puoi calcolare le tue zone da allenare basandoti sulla massima frequenza cardiaca, o sulla frequenza cardiaca in soglia Aerobica/Anaerobica (lattato LT). Se conosci già i dati relativi alle tue zone perchè hai effettuato un test in laboratorio, inseriscili manualmente.

2PEAK userà le informazioni salvate per analizzare i dati di Potenza o la Frequenza Cardiaca che hai importato.

Ecco le zone che abbiamo salvato:

Calcola le Zone da allenare

su Frequenza Cardiaca: per Max    per LT: bpm
  su Potenza: per MP:    per LT: Watt (min:sec)
  Watt
 

Inserisci manualmente la zone da allenare:



load('crit_power', 'time', '', 'notime', new Array('0'),'', '1');


 

Allenamento triathlon triathlon Training zones calculator

Allenamento triathlon triathlon Training zones calculator


Podismo

Puoi calcolare le tue zone da allenare basandoti sulla massima frequenza cardiaca, o sulla frequenza cardiaca in soglia Aerobica/Anaerobica (lattato LT). Se conosci già i dati relativi alle tue zone perchè hai effettuato un test in laboratorio, inseriscili manualmente.

2PEAK userà le informazioni salvate per analizzare i dati di Potenza o la Frequenza Cardiaca che hai importato.

Ecco le zone che abbiamo salvato:

Calcola le Zone da allenare

su Frequenza Cardiaca: per Max bpm
  su Velocità: per MAS: km/h
 




 

Allenamento triathlon Coach gallery

Allenamento triathlon Coach gallery


2PEAK is proud to be associated with the following world class coaches which are at your disopsal:

Olivier Bernhard

to the training plan of the coach >> - 5 x Ironman Switzerland Champion
- 8 x Powerman Zofingen Champion
- 3 x Duathlon World Champion
Languages:
English
German
Sports:
Ciclismo
Podismo
Triathlon

Benoit Nave

Benoit probably best embodies 2PEAK's wholistic approach not only to training but to life and wellbeing in general. Benoit is an experienced osteopath and physiologist who lives in Annecy, France. Benoit knows both sides of the sport: experiences as an athlete as well as coach form the base for his innovative training and nutrition approach. After 8 years as an elite road cyclist, he was selected in 1992 for the French national Olympic team. 1998 Benoit joined the Volvo/Cannondale team, the winnigest team in mountain bike history as its coach and amassed with them an unprecedented 76 World Cup victories, 15 Overall World Cup Titles, 10 World Championships and 2 Olympic medals. Dr. Nave has treated Armstrong for his back injuries following his bad crash in the Dauphiné Liberé in 2003. Benoit, has worked with top athletes like mountain bikers like 2004 World Cup champ Christophe Sauser, 2PEAK diarist Kashi Leuchs, Athens Olympics dual gold medalist Hicham El-Guerrouj and Australian cyclist Cadel Evans. Languages:
English
French
Sports:
Ciclismo
Podismo
Triathlon

Urban Schumacher

Phys Ed. Teacher ETH
IT specialist UniZH
Sports diagnostic specialist Sport Clinic Zürich
Former coach of the Swiss Tri federation.
Expert for Respeiration-/ Altitude simulation (IHT) - Winner 7-Days Gigathlon
- Winner 1-Day Gigathlon
- Winner Trans Swiss Triathlon
- Several IronMan top placings Languages:
English
German
Sports:
Ciclismo
Podismo
Triathlon
Gigathlon

Richard Umberg

Swiss Olympic Coach dipl. I+II. Former coach of the Swiss athletic track and field federation. Member of the expert group endurance sports within Swiss Olympic. Former Swiss record holder in the maarthon with a time of 2:13:37 Coach of the late Franziska Rochat-Moser, winner of the NYC marathon 1997 and runner up at the Boston marathon 1999. Languages:
German
Sports:
Podismo

Philippe Martin

Swiss Olympic Coach dipl. I+II 12 years experience as a coach in the service of the Swiss Traithlon Federation Expert Swimmcoach Languages:
English
German
French
Sports:
Triathlon
To the personal training packages >>To the personal training packages >>To the personal training packages >>To the personal training packages >>To the personal training packages >>

Allenamento triathlon 2PEAK.com - Alimentazione programmata

Allenamento triathlon 2PEAK.com - Alimentazione programmata


La base di tutto: un'alimentazione corretta e pianificata

Alimentarsi correttamente è importante. Il vecchio detto "siamo ciò che mangiamo" è tanto vero quanto il fatto che ogni cellula del nostro corpo, ogni sei mesi, muore e viene sostituita da un'altra. Il che significa che la qualità di ciò che mangiamo ora, contribuirà alla costruzione del nostro corpo, domani. In altre parole: mangia un rifuto e sarai un rifuto!

Fino ad oggi l'approccio usato nello sport, parlando di alimentazione, è sempre stato di tipo quantitativo. Ovvero: per far funzionare perfettamente il nostro corpo basta solo fornirgli l'esatta quantità di principi nutritivi. L'approccio è invece insufficiente, perchè si focalizza su quanto cibo diamo al nostro corpo e non su come quest'ultimo lo assimila. Quest'errore purtroppo, non è infrequente nello sport ed è la causa, per molti atleti, di malattie da carenza, ferite croniche, malesseri.

L'approccio qualitativo all'alimentazione sportiva invece, aiuta l'organismo a ottimizzare l'assimilazione dei diversi elementi vitali e dei vari nutrimenti, riducendo i tempi di digestione, e risparmiando il corpo da una grossa fatica supplementare. Inoltre, così facendo, il processo di fermentazione e degrado dei cibi diminuisce considerevolmente, evitando possibili intossicazioni dell'apparato intestinale.

L'approccio più pratico e funzionale è quello che prevede la giusta combinazione di elementi nutritivi, da fornirsi nei tempi più utili al nostro corpo. Così i nostri sistemi immunitario, ormonale e vitale, saranno completamente bilanciati. Sarebbe pura illusione pensare di rigenerare solo uno dei tre, senza pensare agli altri! Questo tipo di approccio cerca di rispettare la realtà del nostro processo digestivo, che è frutto di circa 3 milioni di anni di adattamenti e tarature! Il cibo che ha costituito la base del nostro sistema alimentare, quello cioè che ha "formattato" il nostro corpo, è anche quello più utile al processo rigenerativo delle nostre cellule.

Il lusso di mangiare cibi differenti durante lo stesso pasto è un'abitudine relativamente nuova, che ci possiamo permettere da un...centinaio d'anni a questa parte. Lo stomaco umano in realtà, si è adattato per milioni di anni alle abitudini alimentari dei nostri antenati. Poichè essi erano per lo più cacciatori, la loro dieta consisteva di frutti di bosco o radici (carboidrati), almeno fino a che non catturavano una preda (cioè carne = proteine). Il che si traduceva in una digestione piuttosto dissociata. La nostra digestione si è fatta invece sempre più complicata, e non solo per il volume di cibo che ingeriamo, soprattutto per il mix di carboidrati e proteine che affolla le nostre tavole. La digestione dei carboidrati necessita di sostanze acide, mentre le proteine vengono assimilate grazie a composti basici. I due composti (basico ed acido), neutralizzandosi l'un l'altro danno luogo ad una lunga, laboriosa digestione. Diverso sarebbe se si seguisse un regime dissociato. Molti nutrizionisti ed esperti dell'alimentazione spiegano questo "subbuglio" dell'apparato digerente, con una carenza di succhi gastrici. E' molto peggio: spesso sin dall'infanzia siamo abituati a digerire male o in maniera inadeguata. L'atleta, più di chiunque altro, non può permettersi di sprecare le sue fonti di preziosa energia, in un processo digestivo lungo e laborioso. Il rischio è quello di non assimilare correttamente i principi nutritivi e, ancora più importante, di incorrere in intossicazioni alimentari.

Organizzare nel tempo e nella quantità i diversi elementi nutrivi, integratori, vitamine, gel e bevande sportive, è l'unico modo per ottimizzare i vari livelli del nostro corpo (energetico, immunitario, ormonale). Ci sono però delle regole da seguire per evitare problemi nel breve o nel lungo periodo. Un'alimentazione non bilanciata porta malattie, debilita, indebolisce o danneggia l'organismo. E questo, purtroppo, accade anche a molti atleti professionisti! Il programma di alimentazione "a tempo" aiuterà il corpo a mantenersi sano senza mai trovarsi, come capita invece a molti atleti, nelle condizioni "limite".

Il piano di alimentazione programmata 2PEAK è un manuale pratico che fornisce indicazioni su come, quando, cosa e quanto mangiare, per dare il giusto carburante al nostro corpo. Così da consentirgli un recupero ottimale. La tua Dieta 2PEAK verrà inserita nella videata giornaliera del tuo piano di allenamento. Essa specificherà con esattezza quanto mangiare di ogni nutrimento e quando. La dieta è personalizzata perchè viene generata tenendo in considerazione gli obiettivi (le gare), il volume e l'intensità del carico di lavoro al quale ti stai sottoponendo. Il programma di Alimentazione programmata fa parte del pacchetto Oro, ma è anche un optional del pacchetto Argento.



 

Allenamento triathlon Idratazione ed alimentazione in competizione, assunzione di carboidrati

Allenamento triathlon Idratazione ed alimentazione in competizione, assunzione di carboidrati


LA CORRETTA ALIMENTAZIONE E IDRATAZIONE, PER LA COMPETIZIONE

L'OBBIETTIVO

Il primo è quello di arrivare alla linea di partenza con una riserva ottimale di glicogeni nei muscoli e nel fegato. Il secondo è quello di prevenire l’ipoglicemia (basso livello di zuccheri nel sangue), durante lo sforzo atletico.
Per prima cosa quindi, dovremo ottimizzare le nostre riserve di energia e poi rilasciarle al nostro corpo, in maniera efficiente.

I. PRIMA DI UNA GARA (caricarsi di energie)

Supercompensazione

Negli ultimi decenni gli atleti scandinavi hanno spesso seguito un metodo particolare, che consisteva in una preparazione con dieta specifica, della durata di una settimana. Si iniziava, sette giorni prima della gara, con una sessione di esercizi molto intensi, mentre l’atleta consumava unicamente pasti a basso contenuto di carboidrati; si proseguiva poi con l’allenamento intensivo fino a che i muscoli non avevano esaurito le riserve di glicogeno. Tre giorni prima della gara l’atleta riposava e seguiva una dieta ad alto contenuto di carboidrati per aumentare i livelli di glicogeno ed arrivare alla super-compensazione.

Questo tipo di dieta però, presenta diversi inconvenienti:

Le lunghe sessioni di allenamento necessarie al completo esaurimento delle risorse di energia, non possono essere effettuate a passo di corsa, soprattutto se l’atleta ha iniziato una dieta povera di carboidrati. Di conseguenza, non è facile ottenere un consumo “selettivo”, delle fibre muscolari. L’atleta deve inoltre, fare il conto con gli effetti collaterali di una simile dieta: nervosismo, disturbi ormonali, stanchezza muscolare possono pregiudicare il buon esito della gara.

Si è così compreso che una buona supercompensazione, ovvero una giusta riserva di glicogeni, poteva essere ugualmente ottenuta limitandosi a quella fase della dieta che prevedeva un alto apporto di carboidrati.

Oggi sappiamo che l’allenamento di resistenza aumenta l’attività enzimatica ed è il miglior stimolo per la produzione e lo stoccaggio di glicogeno nei muscoli. Ma anche il tempo ha la sua importanza ed affinché il nostro corpo si adatti perfettamente, ci sono delle specifiche “finestre” metaboliche da rispettare!

Le “finestre” metaboliche

E’ importante precisare che i cibi ricchi di fecola ed i legumi (nella nostra alimentazione sono le fonti principali di carboidrati) generano glicogeno, che i nostri muscoli stoccano in maggior proporzione soprattutto dopo un consistente sforzo muscolare. Le migliori condizioni si producono nelle poche ore che seguono una lunga e/o intensiva sessione di esercizi, che abbia largamente consumato le nostre riserve di glicogeno (la finestra ottimale è di 4-6 ore dalla fine dello sforzo). Quando le riserve di glicogeno si esauriscono per uno sforzo intenso, nella “finestra metabolica” che ne consegue le cellule muscolari sono più ricettive e pronte a recuperarne i livelli.

La soluzione: il sistema 2PEAK

Ipotizziamo che il giorno di gara sia una domenica (gara su strada, corsa di 10km, sci di fondo, maratona, triathlon o qualsiasi altro sport di resistenza). Ecco come dovremo procedere:

Mercoledì: una lunga sessione di esercizi (da una a tre ore o più, secondo il tipo di sport. Cercate di includere da 1 a 3 intervalli condotti a ritmo di gara). Evitate di assumere carboidrati la notte precedente, per massimizzare il drenaggio delle riserve di glicogeno. Non appena rientrate dall’allenamento concedetevi una bevanda reidratante. Il primo cibo solido dovrà essere assunto dopo una, massimo due ore, dopo lo sforzo*. Questo pasto dovrà essere ricco di carboidrati e possibilmente, alcalino (per legare gli acidi). Frutta disidratate o banane, saranno perfette per lo scopo. I pasti seguenti dovranno essere a base predominante di carboidrati: le patate (un cibo molto alcalino) e i legumi (ricchi di fibre e di minerali) saranno i cibi più appropriati.

Giovedì, venerdì e sabato, saranno utilizzati per riposarsi. Se intendete procedere con sessioni di allenamento (non intensivo) consumate comunque, dopo ogni prova, un pasto leggero con predominante di carboidrati. Non assumete cibi ricchi di fibre, potrebbero causare disturbi digestivi.

Un suggerimento: consumare molta pasta al sabato sera (pasta party etc.) non servirà a nulla ed anzi, potrà pregiudicare la gara. Soprattutto, lo sconsigliamo agli atleti ben allenati, il cui corpo reagisce con maggior efficienza. Quindi: andate ai party fino a mercoledì, perché da sabato siete già in …ballo! Ci spieghiamo meglio: poiché il vostro corpo non ha lavorato in modo intensivo (e dunque non ha consumato riserve di glicogeni) un eccessivo apporto di carboidrati è inutile: ne stocchereste solo una piccola porzione. Quella in eccesso, in compenso, si trasformerà in grassi, mettendo a dura prova il vostro apparato digestivo. Ogni grammo di carboidrati poi, si porta dietro 2.7 grammi d’acqua, a perturbare il sistema venoso, il sistema linfatico e la circolazione extracellulare del vostro organismo. Dunque, il mattino della gara, arrivereste alla linea di partenza con qualche grammo di grasso in più e soprattutto, con del peso morto in corpo, sotto forma di acqua ristagnante nei tessuti extra-cellulari.

*Durante la digestione il nostro stomaco è irrorato da un maggior flusso sanguigno. Tuttavia, ci vuole del tempo prima che questo accada. Dunque, prima di assumere un pasto a base di carboidrati dopo un qualsiasi sforzo intenso/prolungato, aspettate almeno un’ora dalla fine dello sforzo stesso. Al termine di un allenamento particolarmente impegnativo defatigate per 15’ e poi iniziate il pasto dopo 45’ dalla fine degli esercizi di rilassamento.

L’ultimo pasto

Gli atleti lo sanno: c’è un tempo minimo da rispettare prima di consumare l’ultimo pasto, quello precedente una gara. Questo tempo è, ovviamente, variabile a seconda dell’individuo ed in particolar modo, a seconda del suo stato emotivo (siete ansiosi oppure no?). Soprattutto dipende dallo sforzo che dovrete affrontare in gara. Per alcuni di noi la vigilia di una competizione passa tranquilla. In altri invece, due ore prima dell’inizio della gara e nonostante il pasto sia stato consumato, lo stomaco si sente vuoto. Se la partenza è prevista al mattino presto, sarà necessario scegliere un cibo più o meno specifico a seconda se apparteniamo all’una o all’altra delle categorie appena descritte. Per coloro che si sentono lo stomaco “legato”, un cibo liquido è la soluzione migliore mentre per gli altri suggeriamo un pasto a basso apporto glicemico (per prevenire l’ipoglicemia) unito ad un leggero contributo proteico, da consumarsi approssimativamente tre o quattro ore prima della partenza.

Se la prova non è di tipo agonistico o se la prima fase di gara non richiede uno sforzo intenso o ancora, se la gara parte di sera, si potrà consumare una normale colazione ed un pasto pre-gara come quelli indicati di seguito, a 3-4 ore dalla partenza. Concedetevi anche una bevanda pre-gara da consumarsi a piccoli sorsi, ma con regolarità (ogni venti minuti).

Questi consigli consentiranno a chiunque, in qualsiasi situazione, di affrontare la partenza di una gara a stomaco “leggero” e con la giusta riserva di glicogeni epatici, (il che vi assicura il mantenimento dei livelli di zucchero nel sangue, prevenendo l’ipoglicemia).

L’ultimo pasto: qualche suggerimento

1) Pranzo tradizionale: cereali, come miglio, frumento oppure amaranto cotto con latte di soia o riso, e leggermente zuccherato con fruttosio. Potete scegliere di preparare i cereali il giorno prima e consumarli a temperatura ambiente.

2) Una bevanda specifica pre-gara

II. IN GARA (rifornire il nostro corpo di energie)

L’obbiettivo

Il livelli di glucosio nel sangue devono essere sempre tenuti alti per una ragione: il glucosio è la nostra benzina, dà energia al sistema nervoso, incluso il cervello. Ecco perché l’ipoglicemia procura stordimento, e finanche svenimento! Quando in un atleta si produce un piccolo abbassamento dei livelli di glucosio nel sangue, il cervello spegne tutte le funzioni “competizione” ed installa quelle “emergenza”, con il fine di proteggere l’organo principale del corpo: sé stesso.

La ragione primaria per la quale è importante rifornirsi durante lo sforzo è quella di prevenire l’ipoglicemia e la disidratazione, poi quella di ritardare, (ossia rilasciare gradatamente), il consumo di scorte di glicogeno muscolare ed infine, di prevenire la riduzione drastica del tasso di aminoacidi ramificati nel sangue. Un sostanziale cambiamento di questi parametri determina automaticamente una riduzione delle potenzialità fisiche, dell’intensità con cui l’atleta affronta lo sforzo, e della sua capacità di recupero. La combinazione azzeccata di integratori pre-gara, energy drinks e/o gel sarà dunque quella che soddisferà i bisogni appena elencati, assicurando al nostro corpo un supporto ottimale, fino all’ultimo secondo di gara!

I limiti

Durante lo sforzo agonistico il nostro sistema digestivo è irrorato da un minor flusso sanguigno. In aggiunta, il nostro stomaco ha la capacità di drenare solo una certa quantità di liquidi (liquidi la cui concentrazione di elementi nutritivi e minerali può anche variare). Per risolvere questa equazione dobbiamo prestare attenzione ad alcuni princìpi di fisiologia digestiva. Lo stomaco lascia passare un liquido attraverso le sue pareti, con più facilità se la sua concentrazione di minerali è più bassa di quella del sangue. Il principio è regolato dalla differenza di pressione osmotica. Una bevenda studiata per essere assimilata durante lo sforzo deve essere ipo-concentrata rispetto alla concentrazione osservata nel sangue. Sappiamo anche però, che un minimo contributo di carboidrati è essenziale per mantenere i livelli di performance atletica. Un aumento della concentrazione di carboidrati comporta come conseguenza, una decelerazione del drenaggio gastrico. Una soluzione di glucosio leggermente osmotico (139 mmol/L) lascia lo stomaco in 20 min, mentre lo stesso volume introdotto con osmosi 834 mmol/L richiede quasi due ore! Dopo molti studi ora sappiamo che le maltodestrine non vengono assimilate così velocemente come si credeva mentre il fruttosio, in concentrazioni ragionevoli, viene assimilato più rapidamente del glucosio. Sappiamo anche che un liquido assunto a piccole, regolari dosi, non dovrebbe creare problemi digestivi; al contrario dei solidi (barrette energetiche, panini, etc.) che per uno sforzo sotto l’80% di VO2max sono difficilmente assimilati.

La soluzione 2PEAK

E dunque, qual è la strada da seguire? Il nostro stomaco assorbe dai 50 agli 80cl per ora, di una bevanda sportiva** così strutturata: gusto poco pronunciato, presenza di fruttosio, glucosio e maltodestrine nella concentrazione di 40 a 80g/l (in funzione della temperatura), ipotonica di minerali (specialmente di sodio). Questa quantità di liquidi potrebbe sembrare bassa, in verità secondo uno studio condotto su atleti di sport di resistenza, non professionisti, essa è più alta della quantità media di liquidi assimilati dal nostro organismo. E pensare che corrisponde ad una piccola sorsata ogni 10, 15 minuti!

** Anche l’acqua, com’è ovvio, può essere consumata. Purché si tratti di acqua NATURALE non GASATA.

Allenamento triathlon Testa la tua Velocità Aerobica Massima (VAM)

Allenamento triathlon Testa la tua Velocità Aerobica Massima (VAM)


Riscaldati con cura, per almeno 20 minuti. Fissa il cronometro e preparati a percorrere 1200m. L'ideale sarebbe correre su una pista di 400m, ma può anche andar bene una strada pianeggiante purchè tu possa misurare e segnare in qualche modo i 1200m. Pedala per i primi 2 giri (o i primi 800m) al 90% di quello che ritieni essere il tuo massimo rendimento e forza al 100% solo all'ultimo giro. Attenzione: nell'ultimo giro dovresti pedalare ad una velocità superiore (o al limite, uguale) a quella dei due giri precedenti. Alla fine del test prendi nota della massima frequenza cardiaca ed inseriscila nei campi seguenti. Il test VAM consente a 2PEAK di determinare l'intensità dei tuoi intervalli. Ci sarà inoltre possibile prevedere i tuoi tempi in caso di gare lunghe! V.A.M. - superiore a 1200m min:sec
La tua massima frequenza cardiaca alla fine del test: Battiti al minuto



 

Allenamento triathlon Test di Potenza

Allenamento triathlon Test di Potenza


Il rendimento è un dato astratto. Infatti non si può misurare solamente con la velocità. Per una data potenza, il vento, la pavimentazione stradale, il profilo e l'aerodinamica (bici e ciclista) hanno un'influenza importante sulla velocità dell'atleta. Così il rendimento (ovvero, la potenza) va misurato direttamente. Il modo migliore sarebbe quello di utilizzare uno strumento apposito come ad esempio, le pedivelle SRM o i mozzi Power Tap. Un metodo alternativo, che non richiede investimenti onerosi, è quello del test MP descritto di seguito.

Informazioni aggiuntive sulle misurazioni di potenza >>

MP Massima Potenza

Il test di potenza massima (MP) determina il tuo rendimento di potenza massima sulla durata di 20 secondi, 1, 2, 4, 8, 16 e 32 minuti, (MP 0,3 a MP 32) e definisce la tua curva individuale di potenza. Il test MP va realizzato in salita e si può anche ripetere durante la stagione, per misurare i miglioramenti e per compararsi con gli altri atleti.

Vai a Test MP >>

Misura il rendimento in salita

Definisci il tuo rendimento in salita e compara la tua performance con quella degli altri. Il database 2PEAK contiene moltissime salite.

Vai a Test in Salita >>


 

Allenamento triathlon Allenamento triathlon basato sulla Potenza

Allenamento triathlon Allenamento triathlon basato sulla Potenza


Allenamento triathlon di Potenza

Come misurare i tuoi progressi e il tuo stato di forma? Ecco un mezzo che ti consentirà di calcolare, con precisione, la tua potenza.

Ascoltando i discorsi tra ciclisti che parlano dei loro progressi di forma, si sentono spesso frasi del tipo: “Ho corso per 50 minuti ad una frequenza cardiaca media di 180. Niente male vero?”. Anche la velocità media è spesso oggetto di discussione: “Ragazzi che media! Ho toccato i 33km/h!”. Ebbene, questi dati non significano nulla. Certo, una frequenza cardiaca alta indica sicuramente che si sta facendo un grosso sforzo. Ma nulla più. Lo stesso dicasi per la conversazione sulla velocità media. Ci spieghiamo meglio: cosa vuol dire correre a 33km/h di media oraria? Si è corso in salita, in discesa, su un tratto pianeggiante, si era in scia? E ancora: si era in gruppo o da soli? Insomma, senza un contesto le frasi sopra indicate non hanno senso, non sono cioè, corretti indicatori di un aumento di forma. Infatti, ritornando all’esempio della velocità, va tenuto conto che con il progredire della stagione la nostra media può diminuire perché l’allenamento o le gare a cui partecipiamo si fanno via via più impegnativi. Invece la nostra potenza aumenta. In breve: parlare di media oraria senza un contesto informativo corretto non è sinonimo di miglioramento delle prestazioni.

Lo scopo di un buon allenamento non è quello di migliorare la nostra abilità a correre con una frequenza cardiaca alta, quanto, piuttosto quello di migliorare le nostre performance ovvero dare qualità ai nostri sforzi. Spesso si abusa del dato cardiaco come indicatore di forma perché la tecnologia di misurazione è ormai alla portata di tutti. I cardiofrequenzimetri non hanno costo elevato e quindi sono sempre più diffusi tra gli atleti. Invece, la misurazione diretta della potenza erogata durante lo sforzo può essere ottenuta solo utilizzando un’attrezzatura un po’ più complessa del cardiofrequenzimetro e soprattutto più costosa. Per questo, poco diffusa tra gli atleti. E’ noto che il lavoro dei muscoli determina l’intensità degli esercizi: la frequenza cardiaca misurata è solo uno dei tanti indicatori che registrano quell’intensità. In modo più o meno accurato.

Benzina per il nostro corpo

Affinché i muscoli producano potenza è necessario dargli …benzina da bruciare. Ovvero, è necessario nutrirli adeguatamente e rifornirli di ossigeno. Il rifornimento avviene tramite la circolazione sanguigna. La quantità di ossigeno che può essere utilizzata dipende dal numero di battiti cardiaci (frequenza) e dal volume del muscolo cardiaco. Ci sono poi altri fattori che naturalmente, influenzano il processo come, ad esempio, la saturazione d’ossigeno delle cellule del sangue (ematocrito). Dunque la frequenza cardiaca da sola non è sufficiente a misurare l’efficienza del lavoro del cuore. E in ogni caso, un incremento dell’azione del lavoro del cuore riflette l’incremento del lavoro dei muscoli durante l’esercizio ma non ne è la causa. Discorso complicato? Sì, ma anche semplice se pensiamo che alla fine, quel che conta è la potenza.

La performance cioè il miglioramento della nostra forma, può essere definita scientificamente con termini precisi. Per un ciclista è il prodotto dato dalla forza della gamba per la cadenza di pedalata. Si esprime in watt (watt = joule/secondo = energia per unità di tempo). Una forza di bassa entità moltiplicata per una cadenza di pedalata elevata è uguale ad una forza elevata moltiplicata per una bassa cadenza di pedalata. Lo stile “spinning” di Lance Armstrongs ne è un esempio. Lance produce potenza moltiplicando una cadenza di pedalata molto alta con una forza sui pedali media. Jan Ullrich invece, ottiene le stesse performance applicando una cadenza di pedalata media ad una forza rimarchevole.

Quindi la potenza è la chiave della velocità. Assumendo che le condizioni esterne restino invariate (vento, gradiente, posizione del atleta, etc..), solo un aumento della potenza porta ad un aumento della velocità. Secondo questo principio quindi, un buon atleta non vince quando ha la frequenza cardiaca più alta, un ottimale rifornimento d’ossigeno o spinge il rapporto più duro, vince quando in relazione al suo peso complessivo (corridore + bici + equipaggiamento) e/o al suo coefficiente aerodinamico d’insieme riesce a produrre una potenza maggiore. Le eccezioni a questa regola sono fortunatamente molto comuni perché esistono cose come la tattica di gara ed altre variabili che intervengono in una competizione ed influenzano la riuscita di una gara. Perché se tutto si riducesse alla potenza, il ciclismo diventerebbe uno sport piuttosto noioso…

In tutto questo contesto l’equipaggiamento, come mostra il nostro computerino, ha scarsa influenza sulla velocità.

Erogazione di Potenza Relativa

Anche la Potenza Assoluta non è rilevante al nostro scopo.